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Terre Carricine, quali sfide? Intervista a Paolo Granà

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La Strategia di Sviluppo Locale del GAL Maiella Verde è incardinata sull’approccio collettivo e collaborativo basato su progetti di cooperazione fra attori riuniti in una formula definita “COMUNITÀ DI PROGETTO.

La Comunità di Progetto Terre Carricine ha come obiettivo la promozione e la valorizzazione turistica integrata dei Comuni di Altino, Casoli, Gessopalena, Montenerodomo, Pennadomo, Roccascalegna e Torricella Peligna. La Comunità si propone di potenziare l’offerta turistica e incrementare le presenze nel territorio di riferimento.

Abbiamo intervistato Paolo Granà, uno dei promotori e referente della comunità, per conoscere meglio il progetto Terre Carricine.

Paolo Granà

Conosciamo Paolo Granà, referente e coordinatore del progetto.
Accompagnatore di media montagna, con un passato da geometra, si occupa di escursionismo, turismo lento e sostenibile e di educazione ambientale. Dopo il corso regionale nel 2016 e l’iscrizione al collegio delle guide alpine d’Abruzzo, ha fatto della sua passione un lavoro.     
Come educatore ambientale e guida collabora con diverse realtà presenti sul territorio: Camminare in Abruzzo, il Grande Faggio, il Parco Naturale Majella e Majella Travel.      
Si occupa anche della realizzazione e manutenzione dei sentieri, e un paio di anni fa ha preso parte alla progettazione del Sentiero dei Carricini.

Come e perché nasce il progetto?
Nasce dalla volontà e dall’esigenza dei sindaci di questo territorio di unirsi sotto un unico brand per promuovere turisticamente l’area di riferimento e le sue attrattive. Il nome Terre dei Carricini prende spunto dalla popolazione italica che viveva in questi luoghi: era una delle quattro tribù che formavano il gruppo etnico sannitico. I Carricini vivevano nell’area compresa tra il fiume Sangro e le pendici della Maiella.

Qual è il territorio di riferimento e quali sono le sue attrattive
Coincide proprio con quello dei Carricini e include i borghi di Altino, Casoli, Gessopalena, Montenerodomo, Pennadomo, Roccascalegna e Torricella Peligna. Un territorio ben circoscritto che nel suo scenario naturalistico contempla la Maiella, con un paesaggio collinare e pedemontano che ben si presta all’outdoor. L’area di Pennadomo mette in bella mostra gole e affioramenti rocciosi unici dove poter praticare anche l’arrampicata. Nella vicina Montenerodomo c’è Juvanum con un’importante testimonianza archeologica. Spostandosi a Gessopalena, con le case addossate le une sulle altre lungo il profilo della roccia, scavata e modellata, il borgo antico sfoggia con il gesso il suo eccezionale valore culturale. A Torricella Peligna è la letteratura che domina la scena con il John Fante Festival, l’evento letterario dedicato allo scrittore italoamericano John Fante. A Roccascalegna, erto su uno sperone roccioso, il protagonista indiscusso è il castello medievale. Poco distante il borgo di Altino, patria del peperone dolce, presidio Slow Food, al quale ogni anno è dedicato un festival. A una manciata di chilometri Casoli, città dell’olio, dove svetta sul paesaggio circostante il castello ducale,  teatro di importanti avvenimenti. In una delle sue stanze, durante l’ultimo conflitto mondiale, si mise a punto la strategia del gruppo partigiano della Brigata Majella. Il nome del castello è legato anche a quello di Gabriele D’Annunzio, suo assiduo frequentatore.

Quali sono gli obiettivi del progetto?
Creare un sistema che gestisca e coordini tutto l’assetto turistico e si promuova sotto un unico brand. Ogni singolo Comune preso singolarmente non ha la forza di tutto il territorio di riferimento nel suo insieme. Unirsi e fare parte di un’unica comunità permette anche di coinvolgere i cittadini, renderli partecipi e consapevoli delle attrattive presenti, delle opportunità. Tra queste sicuramente lo sviluppo dell’economia locale attraverso il turismo. Parliamo di un’area che negli ultimi decenni ha subito un progressivo e inesorabile spopolamento. Questo progetto è anche l’occasione per creare occupazione nel settore. Altro obiettivo è quello di sfruttare al massimo il potenziale di questo territorio, le sue risorse, e migliorare l’accoglienza turistica. Per farlo vogliamo creare una piattaforma web di destinazione, non una semplice vetrina statica, ma un portale dinamico, interattivo, in continuo aggiornamento, dove sia possibile prendere informazioni, ma anche effettuare prenotazioni.

Qual è il turismo di riferimento?
Quello esperienziale, lento, e sostenibile,  incentrato sui cammini a piedi, in bici o a cavallo. Il territorio permette di godere appieno della natura. L’outdoor ha un peso importante, sono già presenti diversi sentieri e pareti per praticare l’arrampicata.
Insieme alla vacanza attiva c’è spazio per la cultura, gli eventi, l’enogastronomia.
Come target guardiamo ai giovani, agli appassionati di outdoor e alle famiglie. Al momento pensiamo a un pubblico italiano, ma in futuro punteremo anche agli stranieri.
Per quest’anno, vista anche la situazione Covid-19 ci aspettiamo un turismo prettamente di prossimità.

Quali sfide?
Creare un’identità, un unico brand per tutto il territorio, per i cittadini e i protagonisti del settore turistico. Per arrivare a questo è importante riuscire a far dialogare i sette Comuni che hanno aderito alla Comunità, mettere a punto una collaborazione proficua, un team di lavoro con un’unica strategia, una squadra che abbia come obiettivo lo sviluppo turistico delle Terre Carricine. Nella sfida ci sono anche i cittadini, per questo è importante sensibilizzarli, in quanto soggetti cruciali nell’accoglienza turistica.
Tra le altre sfide far aumentare la visibilità del territorio a livello regionale e nazionale e far crescere le presenze, non solo nell’alta stagione.
Si tratta di una bella sfida, soprattutto ai tempi del Covid-19.

Come vi siete organizzati? Chi aderisce alla Comunità di Progetto?
Attualmente hanno aderito sette Comuni (Altino, Casoli, Gessopalena, Montenerodomo, Pennadomo, Roccascalegna e Torricella Peligna), diverse Pro Loco, alcune associazioni di promozione turistica, imprenditori agricoli, albergatori e ristoratori.

Operativamente? Quali azioni concrete state implementando?
In questa fase stiamo raccogliendo adesioni e cercando di coinvolgere tutti i portatori d’interesse presenti sul territorio. Stiamo lavorando all’analisi di contesto così da poter implementare quanto prima una strategia e un piano di lavoro.

Quali risultati volete raggiungere da qui a un anno? E come si potranno “visualizzare” concretamente sul territorio?
Creare il brand “Terre Carricine” e implementare la piattaforma di destinazione turistica.
E’ importante che da qui a un anno siano presenti tutta una serie di servizi, così che il turista possa fruire al meglio del territorio. E’ fondamentale mettere chi arriva nella condizione di poter vivere un’esperienza nelle Terre Carricine. Inoltre sarebbe bello valorizzare molti itinerari escursionistici già presenti, tra questi il Sentiero dei Carricini.
Contiamo anche di organizzare un educational tour per tour operator, invitarli sul territorio per “testare” una serie di esperienze che andremo a proporre. Tra le altre cose, auspichiamo la calendarizzazione di tutti gli eventi. Spesso sono in concomitanza nello stesso periodo e rischiano di disperdere il pubblico.
Infine riguardo l’incremento delle presenze, per il primo anno, è difficile pensare ai grandi numeri, in quanto ci toccherà fare i conti con il Covid-19.

L’articolo Terre Carricine, quali sfide? Intervista a Paolo Granà è tratto dal sito della Comunità di Progetto Terre Carricine.

[Crediti | Foto della Comunità di Progetto Terre Carricine]

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