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Comunità di Progetto

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La Strategia di Sviluppo Locale del GAL Maiella Verde è incardinata sull’approccio collettivo e collaborativo basato su progetti di cooperazione fra attori riuniti in una formula definita “COMUNITÀ DI PROGETTO.

La Comunità di Progetto Rocciapolitana d’Abruzzo si è costituita a Villa Santa Maria lo scorso 8 febbraio.
La Rocciapolitana è una “metropolitana di superficie”, da percorrere a piedi, che si sviluppa su un itinerario ad anello di 135 km e che collega ben 17 Comuni del Sangro Aventino.
Tutto il percorso è immerso in uno scenario unico, contraddistinto da rocce, morge o pizzi, borghi medievali e castelli.

Abbiamo intervistato Roberto Colella, il promotore e referente della comunità, per conoscere meglio il progetto Rocciapolitana.

Roberto Colella

Conosciamo Roberto Colella, il referente della Comunità di Progetto Rocciapolitana d’Abruzzo
Giornalista di politica estera, docente ed esperto di turismo, dopo gli studi in scienze politiche a Roma e aver girato il mondo per lavoro e diletto, qualche anno fa decide di rientrare nella sua città natale, Campobasso, per insegnare e occuparsi di valorizzazione del territorio e turismo collaborando con enti locali e tour operator.
È stato il promotore del Parco delle Morge in Molise, ha fondato “borghi di lettura”, un network culturale nazionale, e due anni fa ha dato vita al progetto della Rocciapolitana d’Abruzzo.

Come e perché nasce il progetto?
Io vengo dall’esperienza del Parco delle Morge in Molise, un’iniziativa nata nel 2014 per valorizzare queste imponenti formazioni di pietra (le morge), un progetto che ha messo insieme 11 diversi comuni.
Con la Rocciapolitana, un paio di anni fa, ho pensato di replicare quello che avevo fatto con il Parco in un territorio “di prossimità” simile, ma in Abruzzo.
L’area di Pietraferrazzana, Villa Santa Maria, Pizzoferrato è contraddistinta da un paesaggio dominato dalla roccia, dai pizzi.
Così ho contattato i sindaci di riferimento, esposto la mia idea di fare “sistema”, mettere insieme più Comuni, coinvolgere anche associazioni locali e creare una sorta di metropolitana di superficie, un vero e proprio cammino per unire queste morge.
La proposta è piaciuta, così abbiamo “costruito” questo itinerario di 135 km che collega 17 Comuni del Sangro Aventino.

Qual è il territorio di riferimento e quali sono le sue attrattive?
Il territorio è quello del Sangro Aventino in provincia di Chieti, contraddistinto da imponenti geositi presenti soprattutto a ridosso del Lago di Bomba. Un’area che coincide con i comuni di Villa Santa Maria, Montebello sul Sangro, Fallo, Montelapiano, Monteferrante, Pietraferrazzana, Colledimezzo, Bomba, Civitaluparella, Gessopalena, Roccascalegna, Torricella Peligna, Montenerodomo, Pennadomo, Pizzoferrato, Quadri e Gamberale.
Tutto il percorso è immerso in uno scenario unico. Insieme all’attrattiva naturale, che per la singolarità geologica e il valore paesaggistico costituisce un patrimonio di notevole rilevanza scientifica e didattica, c’è anche quella dei borghi, dei castelli, quella culturale, enogastronomica.

Quali sono gli obiettivi del progetto?
Rendere turisticamente appetibile e fruibile uno dei territori, a mio parere, tra i più belli in Abruzzo. Quest’area di confine è rimasta marginale e fuori dai circuiti turistici per troppo tempo, merita di essere conosciuta perché paesaggisticamente è davvero unica.

Qual è il turismo di riferimento?
Quello della mobilità lenta e sostenibile, della natura e dell’outdoor, in particolare dei cammini, ma anche dell’arrampicata. Le rocce che caratterizzano questo paesaggio si prestano molto bene al climbing.

Quali sfide?
Riuscire a creare un circuito turistico che possa garantire flussi tutto l’anno, incrementare le presenze nell’area di riferimento e in tutta la Val di Sangro. Questo significa anche sostenere l’occupazione, incentivare l’economia locale e quindi evitare o comunque ridurre lo spopolamento.

Come vi siete organizzati? Chi aderisce alla Comunità di Progetto?
Alla comunità di progetto hanno aderito 17 comuni (Villa Santa Maria, Montebello sul Sangro, Fallo, Montelapiano, Monteferrante, Pietraferrazzana, Colledimezzo, Bomba, Civitaluparella, Gessopalena, Roccascalegna, Torricella Peligna, Montenerodomo, Pennadomo, Pizzoferrato, Quadri e Gamberale), associazioni come la Pro Loco, guide turistiche, diverse imprese turistiche locali (Hotel, B&b e agriturismi).

Operativamente? Quali azioni concrete state implementando?
Ad oggi abbiamo tracciato il percorso, suddiviso in 8 tappe, realizzato una cartografia, fatto un’attività di georeferenziazione e creato le tracce Gps. Inoltre abbiamo dato vita a iniziative di carattere locale attraverso l’implementazione di piccoli circuiti con brevi passeggiate all’interno del tracciato, per far conoscere la Rocciapolitana anche a chi vive sul territorio, quindi sensibilizzare i residenti, perché in fondo sono proprio loro i primi turisti.
In questa fase stiamo cercando di pianificare le attività, abbiamo preso i primi accordi con tour operator e agenzie, stiamo sviluppando possibili pacchetti turistici, ma non solo. Il target giovane, ad esempio, più che il pacchetto preconfezionato vuole “tools” e servizi, e quindi poi organizzare la vacanza di conseguenza. Pertanto è fondamentale in questa fase garantire quanti più servizi possibili sul territorio.
Tra le altre azioni intraprese, recentemente è stato siglato un protocollo d’intesa con Cammini e Benessere – Nordic Walking Sud, un’associazione che proprio lo scorso marzo aveva organizzato un’escursione lungo la Rocciapolitana d’Abruzzo, iniziativa poi annullata a causa del Covid-19.

Quali risultati volete raggiungere da qui a un anno? E come si potranno “visualizzare” concretamente sul territorio?
Sicuramente incrementare le presenze turistiche nell’area di riferimento ma anche e soprattutto sviluppare un’economia locale, impiegare quante più persone nel settore. Ovviamente ci saranno dei condizionamenti a causa del Covid-19, e da qui a un anno avremo probabilmente un turismo di “prossimità”. Tuttavia è anche vero che il turismo lento nelle aree periferiche dell’entroterra o comunque fuori dai più blasonati circuiti turistici, potrebbe avere una chance in più ai tempi del Covid-19.

L’articolo Rocciapolitana, quali sfide? Intervista a Roberto Colella è tratto dal sito della Comunità di Progetto Rocciapolitana d’Abruzzo.

 

[Crediti | Foto di Rocciapolitana d’Abruzzo]

La Strategia di Sviluppo Locale del GAL Maiella Verde è incardinata sull’approccio collettivo e collaborativo basato su progetti di cooperazione fra attori riuniti in una formula definita “COMUNITÀ DI PROGETTO.

La Comunità di Progetto TerrAccogliente si è costituita a Roccamontepiano lo scorso 27 febbraio.
La comunità nasce con l’obiettivo di valorizzare e promuovere un’area rurale e collinare dell’entroterra abruzzese, in provincia di Chieti, coinvolgendo tutti i portatori d’interesse presenti sul territorio, a cominciare dagli enti pubblici, le associazioni, le attività ricettive e i ristoranti, i piccoli imprenditori e gli agricoltori, fino ai singoli cittadini.
Abbiamo intervistato Gianfranco Conti, uno dei promotori e referente della comunità, per conoscere meglio il progetto TerrAccogliente.

Gianfranco Conti

Conosciamo Gianfranco Conti, il referente della Comunità di Progetto TerrAccogliente
Architetto per professione (e passione), si occupa della valorizzazione del territorio in particolare dell’architettura che fa riferimento all’uso di materiali naturali come la terra cruda. Ha partecipato a gruppi di lavoro di sviluppo turistico sostenibile sia in Abruzzo che Molise, realizzato piani urbanistici per diversi centri storici, e negli ultimi anni ha preso parte a una serie di attività che lo hanno portato ad occuparsi del recupero delle casa di terra cruda a Casalincontrada.

Come e perché nasce il progetto?
L’idea nasce dall’evoluzione di un altro progetto “omonimo” legato all’associazione Città della Terra Cruda e focalizzato su itinerari culturali tra le case di terra, una formula di ospitalità diffusa volta a promuovere, attraverso laboratori didattici, la conservazione e il recupero degli edifici storici tradizionali di terra cruda.
Con la comunità di progetto si vuole rendere TerrAccogliente più inclusiva, declinarla in un “Parco della Terra” aperto e senza luoghi confinati, valorizzare, insieme alle case di terra, il paesaggio, il territorio e quelle che sono le sue attrattive, così da poter promuovere modelli produttivi ed economici ecosostenibili e virtuosi in un’area rurale che negli ultimi anni ha subito un notevole e inesorabile spopolamento.

Qual è il territorio di riferimento e quali sono le sue attrattive?
Si tratta di un’area collinare, storicamente a forte vocazione rurale, nella provincia di Chieti che include i borghi di Bucchianico, Casalincontrada, Fara Filiorum Petri, Pretoro, Roccamontepiano, San Martino sulla Marrucina e Vacri. Un territorio ai margini del Parco Nazionale della Majella, una collina argillosa che dalla montagna scende verso la costa adriatica. Un paesaggio contraddistinto dalla presenza dei calanchi che si ergono su una campagna dominata da uliveti e vigneti. All’attrattiva naturalistica, si affiancano quella storico – culturale delle case di terra, dei piccoli borghi e degli insediamenti rurali, quella legata alla tradizione popolare e al folclore, si pensi alle Farchie di Fara Filiorum Petri o alla festa dei Banderesi di Bucchianico, e quella enogastronomica con il vino cotto di Roccamontepiano o la cipolla di Fara, per citare alcuni prodotti.

Quali sono gli obiettivi del progetto?
Il primo obiettivo è quello di mettere a sistema le esperienze esistenti sul territorio, capire quali possono essere le prospettive in termini di sviluppo turistico, ma non solo.
Per cominciare abbiamo bisogno di rendere il territorio “accogliente” per i cittadini residenti, dopodiché, di conseguenza, potrà esserlo anche per i potenziali visitatori.
E’ fondamentale la qualità della vita di chi vive e cura un territorio, sono proprio i cittadini a valorizzare questi luoghi, per questo è necessario coinvolgerli e sensibilizzarli.
E’ importante rendere partecipe e consapevole la comunità locale del patrimonio storico, culturale in cui essa è insediata – ovviamente è necessario anche ricreare una saldatura tra generazioni perché il “capitale” in questione non vada disperso – e capire in quali termini e come questo patrimonio possa diventare valore aggiunto per il settore turistico.

Qual è il turismo di riferimento?
Sicuramente quello “esperienziale” legato alla natura, all’outdoor e al trekking in particolare, un turismo lento e sostenibile focalizzato sui “cammini”; ci piacerebbe sviluppare una rete di itinerari di “paese in paese”. Poi a questo si andranno ad aggiungere e connettere l’elemento culturale e artigianale con le case di terra che ospiteranno laboratori didattici, quello tradizionale e folcloristico con eventi e iniziative che favoriscono la “coesione sociale”, quello enogastronomico.

Quali sfide?
La prima sfida che abbiamo davanti è capire qual è il posizionamento di TerrAccogliente, come differenziarla rispetto alle altre destinazioni turistiche che sono nei dintorni. Pensiamo alla montagna per esempio. Ad ogni modo è fondamentale che ci sia un dialogo, una proficua collaborazione con i vicini territori, perché il “Parco della Terra” non è un confine, bensì un luogo permeabile che deve rapportarsi con la costa, con la montagna e così via. Tuttavia ha bisogno di una propria identità con un suo “brand” definito, e non deve limitarsi ad essere semplice “terra di passaggio”.
Tra le altre sfide, sicuramente quella di misurarsi con l’abbandono sul territorio, a cominciare da quello architettonico e della campagna incolta: i paesaggi vanno tutelati anche in questo senso.
Poi c’è la scommessa di recuperare alcune filiere, come quelle agricole o progetti connessi. Per esempio a Bucchianico, dove l’ulivo domina il paesaggio, l’idea è quella di trasformare alcuni uliveti in giardini, per reinsegnare l’arte della potatura, della cura del territorio.

Come vi siete organizzati? Chi aderisce alla Comunità di Progetto?
Per questo progetto è fondamentale fare rete, mettere insieme diverse realtà presenti nell’area di riferimento, che vanno dai Comuni alle associazioni, dagli agricoltori agli artigiani, dalle strutture ricettive ai ristoranti, dalle piccole botteghe ai cittadini.
Tutti i singoli portatori d’interesse sono linfa vitale del progetto.
Attualmente hanno aderito alla comunità sette Comuni ovvero Bucchianico, Casalincontrada, Fara Filiorum Petri, Pretoro, Roccamontepiano, San Martino sulla Marrucina e Vacri. Sono presenti anche associazioni come l’Associazione produttori di Vino Cotto, Abruzzo Avventure, Terrae onlus, Le Ginestre e altre ancora.

Operativamente? Quali azioni concrete state implementando?
Abbiamo definito il gruppo di lavoro, stiamo cercando di acquisire un protocollo di consultazioni per avere uno scambio di informazioni base sul territorio, cercando di coinvolgere diversi portatori d’interesse, vogliamo avere più opinioni possibili.
Abbiamo messo a punto una serie di itinerari legati ai cammini, si tratta di percorsi già esistenti che saranno migliorati attraverso la manutenzione, una segnaletica adeguata, soprattutto in funzione turistica.

Quali risultati volete raggiungere da qui a un anno? E come si potranno “visualizzare” concretamente sul territorio?
Delineare un nostro posizionamento, dell’offrirci da un punto di vista di meta turistica, e quindi creare un’identità, un nostro marchio territoriale.
Auspichiamo che gli itinerari che stiamo implementando possano sostenere una fruibilità che si trasformi nella possibilità di intrattenere gli eventuali visitatori per un certo periodo di tempo, un tot numero di giorni, legandoli alle offerte turistiche che il territorio propone.
Contiamo di poter “visualizzare” i risultati attesi attraverso le presenze turistiche e da queste cercheremo di avere quanti più indicatori possibili per comprendere se stiamo andando nella direzione giusta. Il primo anno sarà un test, utile per tutta la comunità. Ovviamente dobbiamo capire cosa accadrà a causa del Covid-19, che va a sconvolgere quelli che sono i nostri piani. Quindi sarà importante ricalibrare alcune azioni e riconsiderare anche il nostro target, che è sicuramente sempre quello dell’“outdoor”, ma non può che far riferimento a un turismo di prossimità.
Il territorio dovrà essere vissuto in maniera più slow, avere la capacità di accogliere ma non affollarsi. Sarà necessario essere pronti, adattarsi a tutto questo e organizzarsi di conseguenza.

L’articolo “TerrAccogliente, quali sfide? Intervista a Gianfranco Conti” è tratto dal sito della Comunità di Progetto TerrAccogliente.

[Crediti | Foto di Gianfranco Conti dal video di Felicità Pubblica – Immagine di copertina abruzzoavventure.it]

Mercoledì 29 aprile, a partire dalle 18.30, si terrà l’incontro di presentazione della Comunità Ospitale Sangro Autentico.

In un contesto turistico caratterizzato da una crescente personalizzazione dell’esperienza, si inserisce – come comunità di accoglienza – il dispositivo sviluppato dall’Associazione Borghi Autentici d’Italia: la “Comunità Ospitale”, una destinazione/motivazione di viaggio, in cui gli ospiti si sentono “cittadini seppure temporanei” e desiderano conoscere l’identità del territorio: cibo, cultura, paesaggio, storia e produzioni.

Facendo riferimento a questo modello, la Comunità Ospitale Sangro Autentico, quindi, si propone di offrire un’esperienza di visita frutto di un progetto collettivo di sviluppo che legge con occhi nuovi il territorio e individua soluzioni per assicurare all’ospite una permanenza basata sulla partecipazione e riconoscibile tra mille proposte.

Con questo incontro, s’intendono presentare gli obiettivi generali che hanno motivato 15 Comuni e 4 operatori di rilevanza territoriale, insieme all’Associazione Borghi Autentici d’Italia e alla Fondazione Futurae) a costituire e a proporre al GAL MAiella Verde una Comunità di Accoglienza dal titolo Comunità Ospitale Sangro Autentico.

PROGRAMMA

“Comunità Ospitale…gente che ama ospitare”

• Maurizio Capelli, Segretario Generale Associazione Borghi Autentici d’Italia – “Le Comunità dei borghi autentici protagoniste di un’ospitalità di qualità”
• Gianfilippo Mignogna, Vice Presidente nazionale Associazione Borghi Autentici d’Italia – “Biccari Comunità Ospitale”
• Ivan Stomeo, Presidente Fondazione Futurae – “Valorizzare le idee e le risorse umane e innescare processi di attivazione sociale ed economica”
• Alfredo Salerno, Sindaco di Fallo – “L’autenticità per una rinnovata identità del territorio del Sangro”

A conclusione degli interventi, saranno presentati:
• il Regolamento di attuazione della Comunità di Progetto.
• il Comitato di coordinamento e il Referente tecnico
• il portale “Comunità Ospitale Sangro Autentico”

Conclusioni del Gal Maiella Verde

PER ACCEDERE AL WEBINAR da pc, tablet o smartphone:
https://global.gotomeeting.com/join/928899157

Codice accesso: 928-899-157

È la prima volta che usi GoToMeeting?
Scarica subito l’app e preparati all’inizio della tua prima riunione:
https://global.gotomeeting.com/install/928899157

Sangro Autentico

Sabato 8 febbraio, a partire dalle ore 11.00 , presso la Sede Unione Montana dei comuni del Sangro a Villa Santa Maria, si terrà l’incontro di costituzione della Comunità di Progetto Rocciapolitana d’Abruzzo.

La Rocciapolitana d’Abruzzo è una “metropolitana di superficie” (a piedi) che si sviluppa su un itinerario di 135 km (con partenza e arrivo a Villa Santa Maria) e che collega ben 15 Comuni del Sangro Aventino.
Il percorso è dominato da rocce, morge o pizzi in uno scenario unico, contraddistinto dalla presenza di borghi medievali, castelli e altre attrattive con imponenti geositi e aree naturali che, per la loro singolarità geologica e paesaggistica, rappresentano un patrimonio di rilevanza scientifica e didattica che può essere oggetto di fruizione culturale e turistica.
I comuni coinvolti sono Villa Santa Maria, Montebello sul Sangro, Fallo, Montelapiano, Monteferrante, Pietraferrazzana, Colledimezzo, Bomba, Civitaluparella, Gessopalena, Roccascalegna, Torricella Peligna, Montenerodomo, Pennadomo, Pizzoferrato.

Insieme ai comuni, sono presenti singole associazioni come Cammini e Benessere – NordicWalking Sud, Pro Loco e diverse imprese turistiche: Hotel, B&B e agriturismi come Hotel Capet di Torricella Peligna, Il Nido delle Rondini a Fallo, Hotel Villa Danilo a Gamberale, Agriturismo Baruffal a Villa Santa Maria e il Villaggio Turistico Il Soffio a Colledimezzo.

Obiettivo della Comunità di Progetto Rocciapolitana d’Abruzzo è quello di conservare e valorizzare l’identità e le caratteristiche del territorio di riferimento contraddistinto dai geositi, sfruttarne il potenziale esistente attraverso:

  • la manutenzione della sentieristica e una tabellonistica adeguata;
  • la ricerca della qualità dell’ambiente storico, naturale e antropizzato e la sua corretta fruizione collettiva;
  • la valorizzazione turistica con la messa in atto di specifici piani di marketing e generazione di plusvalore per le comunità locali;
  • l’organizzazione di forme di gestione del sistema con l’ausilio di guide turistiche e strutture ricettive;
  • il sostegno del turismo dei cammini e la creazione di una rete turistica strutturata che ricomprenda l’itinerario della Rocciapolitana d’Abruzzo.

Segue il programma dettagliato dell’incontro.

Alla Comunità di Progetto possono aderire tutti i portatori d’interesse che vogliano collaborare.