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Sedano Nero delle Coste di Torricella Peligna, quali sfide? Intervista ad Anna Di Marino

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La Strategia di Sviluppo Locale del GAL Maiella Verde è incardinata sull’approccio collettivo e collaborativo basato su progetti di cooperazione fra attori riuniti in una formula definita “COMUNITÀ DI PROGETTO.

La Comunità di Progetto Sedano Nero delle Coste di Torricella Peligna ha l’obiettivo di incentivare e  valorizzare la coltura del Sedano Nero torricellano, a partire dal recupero del suo germoplasma originario.

Abbiamo intervistato Anna Di Marino, referente della comunità, per conoscere meglio il progetto.

Sedano Nero

Conosciamo Anna Di Marino, referente e coordinatrice del progetto.  
Imprenditrice agricola, ha lavorato come consulente informatico, insegnante e assistente di laboratorio. Sette anni fa ha deciso di prendere in mano le redini dell’azienda di famiglia, e oggi, ormai giunta alla terza generazione, si dedica esclusivamente all’agricoltura e al recupero e alla valorizzazione del Sedano Nero delle Coste di Torricella Peligna.

Come e perché nasce il progetto?
Dalla volontà di noi coltivatori locali di tutelare e valorizzare un prodotto di nicchia che negli anni era andato quasi perso. Il Sedano Nero, da sempre coltivato a Torricella e presente soprattutto negli orti familiari, può essere una risorsa e generare valore per tutta la comunità locale. 
Qualche anno fa abbiamo recuperato il seme antico, che io custodisco, e iniziato con altri agricoltori un percorso di recupero e tutela. 
Attraverso la comunità vogliamo caratterizzare il Sedano Nero, incentivare la sua coltivazione senza perdere di vista l’aspetto qualitativo e creare un’economia locale.

Il Sedano Nero delle Coste di Torricella Peligna, quali sono le sue peculiarità?
Considerato il prodotto agronomico per eccellenza di Torricella Peligna, è localmente conosciuto come “lu lacce nero” in quanto presenta la colorazione verde scura dei piccioli fogliari, caratteristica fisiologica ancestrale mantenuta dalla pianta fino al termine della fase vegetativa.
Non ci sono fonti storiche certe riguardo la sua comparsa sul territorio, tuttavia secondo alcuni documenti del  XVII secolo il suo consumo è legato alla festività dei santi Cosma e Damiano di Roccascalegna, medici che secondo la tradizione locale curavano i pazienti proprio con il sedano, ricco di proprietà benefiche. Quindi in occasione della festa patronale, a fine settembre, la consuetudine era quella di recarsi da Roccascalegna nella vicina Torricella per acquistare il prezioso sedano, portarlo in benedizione ai santi e distribuirlo alla popolazione locale.
L’abbondanza di acqua di cui è ricca Torricella ha favorito la coltura del sedano che storicamente avveniva proprio in prossimità di fontane e pozzi di cui tutto il territorio è ricco. La Fontana delle Coste, da cui deriva il nome “Sedano Nero delle Coste”, sorge nelle immediate vicinanze del centro storico, e prende il nome dal quartiere più antico del paese, un’area generosa di orti suburbani e irrigui, presenti ancora oggi anche se in maniera marginale rispetto al passato. 
Tra le altre zone storicamente elette alla coltivazione del Sedano Nero, quella delle Rose, la Flaviana, quella del Purgatorio, mentre nelle aree limitrofe alle contrade erano utilizzati pozzi e trocchi da cui si faceva defluire l’acqua per irrigare le coltivazioni.
Le caratteristiche del terreno che ha un substrato argilloso, le condizioni pedologiche e microclimatiche, rendono il Sedano Nero un prodotto unico: ha pochi filamenti, non è spugnoso all’interno, ha consistenza polposa e tenera, sapore pronunciato ma allo stesso tempo delicato e croccante.

Quali sono gli obiettivi del progetto?
Ripristinare questa antica coltura locale, recuperare il suo germoplasma originario e caratterizzarlo così da poter ottenere la certificazione. 
E’ necessario conoscere attraverso attente analisi il prodotto e arrivare a un disciplinare da rispettare che renda la qualità un obiettivo perseguibile per tutti i produttori coinvolti. Vogliamo incentivare la coltivazione del Sedano Nero senza perdere di vista la qualità.
E’ importante strutturare anche una rete di vendita, coinvolgere la ristorazione locale, e in un secondo momento creare un laboratorio per la trasformazione (l’idea è quella di realizzare delle confetture), e un magazzino per lo stoccaggio del prodotto in quanto ci piacerebbe anche investire nell’e-commerce. Ovviamente trattandosi di un prodotto fresco (ha una shelf-life di 7/10 giorni) e stagionale (da settembre a dicembre), ci sono delle difficoltà, che tuttavia possono essere superate attraverso coltivazioni scaglionate durante l’anno e con il supporto delle serre.

Quali sfide?
La principale sfida che abbiamo davanti è quella di riuscire a fare un percorso comune, collaborare concretamente e non solo a parole. 
La comunità di progetto rappresenta un’opportunità per fare sistema, abbiamo finalmente l’occasione per fare tutti la nostra parte, e in sinergia con gli altri.

Come vi siete organizzati? Chi aderisce alla Comunità di Progetto?
Attualmente hanno aderito alla Comunità cinque produttori, e probabilmente se ne aggiungeranno altri, il Comune di Torricella Peligna, ristoranti e bar, agriturismi, alcuni negozi di alimentari, un botanico, un accompagnatore di montagna, l’associazione Majella Travel e dovrebbe aderire l’ente Parco Nazionale della Majella.

Operativamente? Quali azioni concrete state implementando ora? 
Come produttori abbiamo di recente finito di trapiantare le piantine di sedano, quindi in questo periodo ci siamo focalizzati soprattutto sull’aspetto produttivo. Come Comunità di Progetto stiamo raccogliendo le ultime adesioni dei portatori d’interesse presenti sul territorio e stiamo procedendo con l’implementazione della strategia e del piano di lavoro.

Quali risultati volete raggiungere da qui a un anno? E come si potranno “visualizzare” concretamente?
Tra un anno avremo nuove piantine, quindi maggiore quantità di prodotto. Speriamo anche di essere a buon punto con il processo di caratterizzazione genetica in quanto le analisi, con il supporto del Parco Nazionale della Majella, sono in procinto di partire. Avremo un nostro marchio ovvero un brand del Sedano Nero delle Coste di Torricella Peligna. Con la comunicazione, anche digitale, vogliamo partire quanto prima così da sensibilizzare il consumatore finale e la comunità locale. 
La nostra speranza è che attraverso il Sedano Nero si arrivi a uno sviluppo economico-produttivo dell’area di riferimento e siamo convinti che questo prodotto possa anche dare un impulso nuovo e importante alla promozione del territorio stesso, agli aspetti storici, naturalistici, paesaggistici e architettonici, come la rivalutazione degli orti suburbani ed irrigui.
Questo progetto può generare una base operativa e cooperativa di collaborazione tra diversi settori e, con lo stesso principio che ha mosso la Comunità del Sedano, si possono indirizzare al recupero e alla valorizzazione anche altre colture autoctone che contraddistinguono il nostro territorio.

L’articolo Sedano Nero delle Coste di Torricella Peligna, quali sfide? Intervista ad Anna Di Marino è tratto dal sito della Comunità di Progetto Sedano Nero delle Coste di Torricella Peligna.

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